Archivio mensile:luglio 2015

Food Act

ARTICOLO pubblicato il 29 luglio 2015 su Ristorazione & Cateringfood-act-milano-300x336

il 28 luglio, presso il bucolico spazio della Cascina Triulza, in Expo, si è tenuto il secondo incontro del Forum della Cucina Italiana, promosso dal Ministero delle Politiche Agricole.

Il primo incontro avvenne presso il Ministero, il 2 marzo, al cospetto di alcuni fra i cuochi più rappresentativi del nostro Paese.
In quella sede si lanciarono diverse proposte a cura dei professionisti della nostra cucina, temi che oggi sono alla base proprio del documento che il ministro Maurizio Martina ha sottoposto ai presenti, da un tavolo istituzionale mai visto in questo settore.
Presenti, oltre al titolare dell’Agricoltura, che si è assunto pubblicamente la responsabilità di tirare le fila di questo progetto sperimentale, anche il ministro della pubblica istruzione Stefania Giannini, il ministro alle politiche culturali e turismo Dario Franceschini, per il ministero degli Esteri il direttore internazionalizzazione, Enzo De Luca. Accanto a loro Pavesi, della Conferenza delle Regioni, e il rappresentante di ICE, Riccardo Monti.
Presente, moderata da Paolo Marchi, una folta rappresentanza di cuochi italiani, dai più celebri volti televisivi, Cracco e Cannavacciuolo, al padre putativo di tutti, Gualtiero Marchesi, all’impegnato Massimo Bottura, i presidenti delle associazioni più note, Chic con Marco Sacco, Jre con Marco Stabile, Uir con Igles Corelli, Le Soste con Claudio Sadler, manca la FIC che ha polemizzato per questo.
Tutto il territorio è rappresentato, così come tutte le specialità della cucina, pizzaioli e pasticceri protagonisti anch’essi. 
Un’assenza importante per l’internazionalizzazione, forse, che siamo certi verrà colmata nei prossimi incontri, il GVCI, il gruppo che più di ogni altro è già ambasciatore nel mondo della nostra ristorazione.
Un buon inizio, però, da salutare con favore, perché i punti qualificanti del progetto sono importanti.

Queste le prime azioni indicate dai ministri:
1. Chef Ambasciatori della Cucina Italiana nel mondo, coinvolgendo i cuochi nell’obiettivo di promozione sui mercati esteri finalizzata a portare l’export a 50 Miliardi nel 2020.
2. Roadshow per valorizzare le eccellenze italiane e la dieta mediterranea, per rafforzare la consapevolezza delle potenzialità del patrimonio agroalimentare italiano.
3. Potenziamento della distribuzione del vero Made in Italy agroalimentare, favorendo piattaforme logistiche che incrementino la dimensione competitiva delle nostre imprese.
4. Alta Cucina, Alta Formazione, per colmare lo spazio lasciato ad altre nazioni, dove l’istruzione è l’apprendistato sarà punto focale.
5. Estensione utilizzi stage per la ristorazione di qualità, superando i vincoli che l’attuale legislazione prevede, bloccando le iniziative in campo.
6. Più aggregazione nella filiera e nella ristorazione, sostenendo le reti d’impresa anche attraverso il credito.
7. Dare credito alla cucina italiana giovane, favorendo sia il ricambio generazionale che l’avvio di nuove imprese giovani.
8. Rafforzare binomio Turismo-Ristorazione di qualità per promuovere i territori, collegando l’offerta enogastronomica a percorsi turistici di qualità.
9. Cucina italiana di qualità certificata, a garanzia dei consumatori di tutto il mondo che amano e cercano la cucina italiana vera.
10. Cucina Italiana come Cultura, Identità, Educazione, Inclusione, promuovendo iniziative di ampio raggio dall’educazione alimentare nelle scuole, alla sostenibilità, alla lotta agli sprechi, valorizzando il rispetto del cibo anche come fatto culturale.

Appuntamento in autunno per il prossimo incontro, per una prima verifica dei buoni propositi annunciati. Speriamo sia davvero la volta buona e si costruisca un modello che cambierà il settore per i prossimi decenni.

Aldo Palaoro