Giallo Milano, un’idea da rilanciare

32 pagine Colzani

Alcuni cittadini, veramente milanesi d’animo e di cuore, in questi ultimi tempi hanno cercato con lodevoli iniziative di ogni genere di mantenere vive le vecchie tradizioni della nostra città, la quale, col progresso dei tempi, ci appare assumere a poco a poco l’aspetto d’una grande città cosmopolita. Ma perché non cerchiamo anche di conservare, anzi di far rivivere, le nostre buone tradizioni gastronomiche? … Se non cercheremo di reagire a questa sopraffazione e non faremo in tempo una vera crociata in difesa della nostra buona cucina, si darà il caso che un giorno non riusciremo più a trovare in tutta Milano nemmeno un semplice risotto giallo alla milanese! Sarebbe davvero il colmo!…

…Per poter far risorgere le vecchie tradizioni gastronomiche, per poter far rivivere se non tutte, almeno alcune delle vecchie osterie milanesi, non si potrebbe bandire fra gli osti un vero concorso, tanto più che in questi nostri tempi sono di moda le gare e le competizioni di ogni genere e in ogni campo? « Bandire un vero e proprio concorso per le osterie milanesi e per i piatti tipici milanesi ».

…Un giudizio tanto severo dovrebbe naturalmente essere affidato a una giuria formata da competenti, competenti nel gusto. Chissà quanti aspireranno a questa carica di giudice! Per questa parte del concorso sono sicuro del successo.

Chi ha letto fin qui si starà domandando se io stia vaneggiando oppure se la mia memoria, data l’età, stia perdendo colpi oppure ancora se stia filosofeggiando cullandomi di ricordi del passato sullo stile del “ah, le cose di una volta erano più buone…

Niente di tutto ciò, nei periodi precedenti mancano solo le virgolette a significare una serie di citazioni riprese dal libro di Antonio Colzani32 PAGINE DI UN BUONGUSTAIO MILANESE per una gara fra le osterie milanesi“.

Ebbene sì, leggendo quelle righe sembra quasi che non siano passate decine d’anni ed una guerra mondiale, paiono scritte oggi, non solo per il fatto che ai giorni nostri siamo ancora qui che lamentiamo la perdita delle tradizioni, che alla domanda “dove mangio una buona cotoletta?” contiamo sulle punta delle dita di una mano i posti da condividere segretamente con gli amici più fidati, ma anche per quell’accenno ad un concorso sui piatti meneghini.

Ricordiamo tutti Giallo Milano? L’idea è la stessa ed è un peccato che da qualche anno non si tenga più. Benemerito chi lo organizzava, ma, appunto, non poteva certo continuare a proprie spese, allora, perché non suggerire alle Istituzioni di farsene carico?

Potrebbe essere un modo simpatico non solo di preservare le tradizioni, quelle di un servizio in cui sala e cucina sono un tutt’uno, ma di condividerle con tutti i cittadini vecchi e nuovi, perché è nel DNA di ogni milanese, nativo o adottivo, sentirsi subito parte integrante di questa città che tutti accoglie sempre.

Rileggiamo allora, con una punta di nostalgia, il breve trattato di Colzani, è lo stesso Comune di Milano a fornircene occasione, e troviamo nuove forze per ridare smalto ad iniziative che ci facciano sentire orgogliosi di appartenere ad una comunità e cosa c’è di meglio della convivialità che un buon piatto, magari un risotto alla milanese, possa offrire?

GIALLO MILANO

Aldo Palaoro

Pubblicato su Sala & Cucina il 1 aprile 2016

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