Archivio mensile:marzo 2017

Food Sociale, la dignità di un pasto come riscatto

Cosa si intende oggi per Food Sociale? Si può affermare che sia al tempo stesso un’azione attiva e passiva? Il cibo può essere strumento di recupero, recupero alla società, intendendosi non solo che chi ha bisogno di mangiare e non può permetterselo, lo riceve, senza nulla in cambio, se non la riconoscenza, ma anche che il cibo, inteso come lavoro per prepararlo, può essere strumento di recupero sociale, di ritorno al consesso civile.

Dunque il gesto della condivisione del pane è ancora più ricco di significati, li comprende tutti, è dono che si riceve e dono che si fa.

Nel ricevere oggi vengono comprese innumerevoli attività, il concetto di “mensa dei poveri” fortunatamente si è evoluta e non solo nel lessico. I modi di accogliere chi è in difficoltà anche momentaneamente, sono diversi, come diversi sono i soggetti che prestano la propria opera affinché, il più possibile, nessuno resti senza cibo. Ammettiamolo, almeno a noi stessi, si è sempre stati sensibili, man mano che la società diventava sempre più opulenta, a non lasciare nessuno affamato, perché da sempre superfluo, spreco e mancanza stridono se guardati insieme.

Oggi, però, ancor di più, perché le espressioni visibili in cui il cibo è messo in mostra sono tante, forse troppe e, certamente, lo stridore sarebbe più fastidioso.

Dunque, questo lato della medaglia del cibo è affrontato, con la salvaguardia della dignità. Interessante sarà enumerare e monitorare tutte le forme di aiuto in corso e, soprattutto, valutare con esperti quali possono essere altre e nuove forme per aiutare, per dare a tutti un pasto, sempre.

Nondimeno interessante l’altro aspetto accennato in premessa che si riferisce ad iniziative dove il cibo diventa un potente toccasana, quindi non si limita a far bene come nutrimento, ma è un modo per riscattare il proprio passato.

Negli ultimi anni e ben prima della bolla televisiva, sono i dirigenti delle Carceri che hanno capito come preparare un pasto fosse una delle attività più importanti per rieducare al consesso civile. Panificazione, pasticceria, ma anche veri e propri ristoranti, da qualche tempo aperti al pubblico come una qualsiasi attività commerciale e con successo di critica. Quali e quante sono queste iniziative? Quale futuro hanno le persone quando escono dal carcere ed hanno fatto il percorso del cibo?

Sarà interessante chiedere a chi ha avuto queste idee e le ha sviluppate con determinazione, come si sono sviluppate, quali difficoltà si devono affrontare e quali opportunità hanno creato.