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La colazione è un piacere lento

Piccolo Peck foto colazione

Ricordate la scena del film “C’è posta per te” con Meg Ryan che entra in uno Starbucks, mentre la voce fuori campo di Tom Hanks elenca le numerose varianti personalizzate di bevanda che gli avventori richiedono?

Questa scena comincia a vedersi anche da noi, non solo perché la nota catena internazionale sta per arrivare a Milano, ricordate la polemica sulle palme in piazza Duomo? Be’, una mossa pubblicitaria senza dubbio azzeccata. In ogni caso, i concorrenti di quel genere di Coffee shop ci sono già e hanno una clientela che molto si avvicina al pubblico milanese che corre in ufficio tutte le mattine. Tuttavia, per noi italiani, fare colazione è importante e, piuttosto, preferiamo uscire di casa qualche minuto prima per concederci una colazione meno frenetica.

Milano, si sa, offre molto e, ultimamente, la qualità media si sta elevando, così, come è successo per la Pizza, un piatto che fino a pochi anni fa era difficile mangiare con soddisfazione in città e la cosa ci metteva in imbarazzo rispetto alla patria della pizza con relativi sfottò degli amici napoletani che vivono a Milano, la stessa cosa si poteva dire del momento della colazione, con poche possibilità di gustare un buon caffè con una buona brioche.

Finalmente però qualcosa è cambiato e l’offerta comincia ad essere più che soddisfacente e varia con molte insegne che hanno capito che il momento della colazione è uno spazio di concorrenza che fa bene alle entrate di tutta la giornata.

Insomma, possiamo considerarlo il biglietto da visita di un esercizio e, se mi trovo bene da subito, ci potrei ritornare volentieri durante la giornata per un pranzo veloce, per una pausa caffè, per un aperitivo.

Nota di merito, dunque, a Peck che da qualche tempo ha ristrutturato il piano terra dello storico negozio creando “Piccolo Peck”, dando libero sfogo ai pasticceri guidati da Galileo Reposo che, alla selezione di ottimi caffè proposti dal bar, oltre ad una miscela personale di 5 arabiche diverse, anche la proposta, una volta al mese, di una monorigine, abbinano un trionfo di specialità dolci, ma anche salate. Gli ingredienti, nel solco della tradzione di Peck, sono di grande qualità, mano e creatività sono indiscusse, il risultato è il piacere di cominciare la giornata al meglio.

Aldo Palaoro

Frida, a Magenta la Pasticceria che non ti aspetti

frida

A volte, soprattutto per chi sta in una grande città, sembra che tutto vi accada: eventi, aperture, ristoranti insigniti di stelle, cappelli e cotillons. Invece, bisognerebbe guardare un po’ più in là per lasciarsi sorprendere.

Così, una domenica sera, accogliendo l’invito di Marta Grassi e di suo marito Mauro, proprietari di quella chicca di locale che illumina la ristorazione di Novara, il Tantris, mi reco, incuriosito a Magenta, dove per una sera in trasferta stanno festeggiando, nel modo che conoscono, cucinando e servendo cose deliziose, il primo compleanno della Pasticceria Frida.

Così conosco, anche se solo scambiandoci un sorriso, Chiara Camillo e Sara De Fiori, le entusiaste proprietarie della Pasticceria Frida, due giovani conosciutesi durante un corso di formazione, ove hanno scoperto di avere in comune quella passione che accende il fuoco del talento e, con una buona dose di coraggio, hanno dato vita ad una pasticceria che, appunto, non ti aspetti.

Non te l’aspetti a Magenta, perché siamo degli inguaribili snob, anche se, forse, la scelta è stata azzeccata, sia per un banale risparmio nei costi dello spazio necessario, di tutti i servizi, obbligatori e non (provate a mettere una cappa fin sopra il colmo del tetto a Milano dove non c’è), sia per una clientela che, magari non ha dimestichezza con una proposta originale, ma, una volta provata, l’apprezza e la premia.

Non te l’aspetti, perché sono anni che in giro per il mondo nascono e crescono pasticcerie che sviluppano concetti di produzione innovativi, ma poi da noi, purtroppo, ancora pochi riescono a metterla in pratica, figurati a Magenta…

Non te l’aspetti, ma sei felice di sentirtelo raccontare, quando ti dicono che di qua è passato anche Yann Duytsche, uno dei più bravi pasticceri del mondo, chiamato apposta da Carla e Sara, perché se si deve imparare qualcosa si parte dai migliori senza badare a spese e senza limiti ai propri sogni.

Con tutte queste premesse nasce una collezione di pasticcini e di torte inaspettata, che, partendo dalle basi, una frolla delicata e gustosa, si arricchisce di creme e ganache sorprendenti per gusto e abbinamenti. Dimenticavo la Pasticceria è anche bella, arredata con gusto e sensibilità.

Bene, ora smetto di non aspettarmi qualcosa, anzi, mi aspetto che tutti coloro che leggeranno questo articolo facciano un salto a Magenta, io mi son perso il primo anno, voi non fatelo, ne vale la pena.

Aldo Palaoro

Pasticceria Frida
Via Cattaneo 35
Magenta
Tel. 02 9227 9042

Articolo pubblicato su Sala & Cucina il 7 dicembre 2016